STORIE DELLA BUONANOTTE DELLE SANTE RIBELLI

STORIE DELLA BUONANOTTE DELLE SANTE RIBELLI

Si dirà che la torre l’ho voluta con tre finestre per richiamare la divinità e che prima di farmi rinchiudere mi sia immersa in una piscina e mi sia auto-battezzata. Si dirà che mio padre mi voleva rinchiudere nella torre per la mia bellezza, per proteggermi dai pretendenti. Si dirà che mio padre mi voleva rinchiudere nella torre per la mia disobbedienza. Si dirà che mio padre era pagano e che io mi sia convertita al cristianesimo dopo aver studiato con filosofi, oratori e poeti. Si dirà che quando mio padre ha scoperto la mia conversione ha tentato di uccidermi ma che io sia sopravvissuta trapassando le pareti delle torre. Si dirà che quando mio padre ha tentato di uccidermi io sia volata su una montagna. Si dirà che un pastore mi abbia vista volare e abbia fatto la spia e che mio padre mi abbia trovata, condotta in cima a una montagna e decapitata. Si dirà che prima abbia provato...
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VENTO DI MEZZOGIORNO

VENTO DI MEZZOGIORNO

Io pensavo fosse possibile solo nel deserto. Uno scirocco così, un caldo così. Passando di fianco a un distributore di benzina vediamo un rubinetto, lontano dalle pompe, nello spiazzo assolato, un tubo di ferro che sbuca dall’asfalto con un rubinetto. L’acqua per qualche minuto è bollente, la facciamo scorrere finché diventa fresca e mettiamo la testa sotto, ci bagniamo le braccia e le gambe. Ci sono 41 gradi e l’asfalto trema bagnato, in lontananza, come un’oasi, le folate di vento caldo seccano le labbra, disidratano la pelle.  Scirocco in arabo vuol dire vento di mezzogiorno. Il litro e mezzo d’acqua a testa è quasi finito. Rimettiamo il casco coi capelli che gocciolano sulle spalle, cerchiamo di raggiungere San Giovanni di Sinis per mangiare qualcosa. Siamo partite tardi da Santu Lussurgiu, tanto è tutta discesa. No, non è tutta discesa. È pianura infuocata che trema nonostante i capelli bagnati, nonostante le rassicurazioni che manca poco, non ci vuole niente, siete già arrivate, del signore che si...
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LIBERA, RISPETTATA E UGUALE

LIBERA, RISPETTATA E UGUALE

Dina ha 50 anni e una figlia di tredici, si è separata dal marito quando la bambina aveva otto mesi. È stato molto doloroso e complicato, una bambina piccola, un paese piccolo, ma Dina ha una sorella, Graziella, che le è stata molto vicina e tante amiche, è una persona che si è fatta sempre ben volere e alla fine poi è stato meglio così. Del resto il marito aveva deciso di lasciarla per la giovane assistente del suo studio. Fa il dentista, lui. Una donna più giovane non è una cosa facile da digerire ma sono cose che succedono, possono succedere, basta non farne un dramma. Se le cose fossero andate così, se Francesco, il marito di Dina Dora, si fosse limitato a lasciarla, a chiedere il divorzio, se fosse andato avanti con la sua vita permettendo anche a lei di andare avanti con la sua, forse oggi non ci sarebbe una piazza a Gavoi intitolata alle donne. Pratza de...
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CHI HA PAURA DEI MAMUTHONES?

CHI HA PAURA DEI MAMUTHONES?

Alla fine poi a Orgosolo ci siamo arrivate, buttandoci dell’acqua in testa, arrancando in salita sotto il sole delle undici, maledicendo la bici e quella volta che abbiamo deciso di fare le vacanze in bici e benedicendo ogni singolo albero che gettava la sua ombra sulla nostra strada. A Orgosolo ci sono i famigerati murales e le macchine degli indigeni che vanno a ottomila all’ora sulla via principale, facendo il pelo ai turisti distratti con le audioguide nelle orecchie. Distratti per dieci minuti, poi capisci che è una guerra e che devi stare molto molto all’erta mentre fai la tua gita artistico culturale. Fare una zona pedonale toglierebbe il brivido. A Orgosolo mangiamo come se non mangiassimo da mille anni un piatto buonissimo di malloreddus e un raviolo fritto ripieno di ricotta spinaci e qualcos’altro, tipico di qui, ora sarebbe bello dormire due ore buttate da qualche parte, la sveglia alle cinque si fa sentire, ma Francesco, il vicesindaco di Mamoiada,...
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S’INCONTRU

S’INCONTRU

È successo. Di nuovo. Avevo promesso solennemente a me stessa che non ci sarei ricascata, e invece. Ho chiesto alla signora del bar di Oliena indicazioni sulla strada. La strada per Orgosolo.  Ma c’è tanta salita? La signora dice che c’è una salita leggera, che lei la fa spesso a piedi e poi quando arrivate alla casa cantoniera scendete a Orgosolo. Siamo partite da Orosei mentre albeggiava, abbiamo salutato le tre gattine tricolore della casa vicina, la più audace è venuta in mezzo alle ruote delle bici mentre caricavamo il bagaglio a giocare col pedale facendo girare la pedivella. La riempiamo di baci prima di inforcare la lunga strada che ci porterà a Mamoiada. Si parte subito in salita ma la strada panoramica finalmente è una bella strada che si snoda in tornanti quasi deserti; possiamo pedalare appaiate e goderci il silenzio di questa mattinata che si preannuncia caldissima. Prendiamo una deviazione per una strada pastorale in mezzo a muretti a secco...
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FORSE NON SAPEVI CHE…

FORSE NON SAPEVI CHE…

Ho comprato la Settimana Enigmistica al porto di Genova e l’ho legata dietro alla bici, sopra al bikepacking assieme alle ciabatte. Perché non è vacanza, non è spiaggia, non è mare, non è ozio quello vero, se non c’è Aguzza la vista, Forse non sapevi che..., Il quesito con la Susi, a sdoganare l’inizio della vacanze; anche se forse Il quesito con la Susi non c’è più ma io non lo scoprirò mai perché la Settimana Enigmistica rimarrà legata al bikepacking senza che io abbia mai avuto il tempo per sfogliarla. E comunque Settimana Enigmistica legata dietro, ciabatte e zero allenamento, siamo partite da Olbia per la nostra prima giornata. Alle 8 già il sole è alto, la app di meteo.it ci dice che alle 10 ci sarà sole pieno rosso, non arancione ma rosso, tipo allerta calore intenso, e quindi pedaliamo più veloce che possiamo per arrivare a San Teodoro col sole arancio, prima che diventi rosso. Percorriamo la Costiera Orientale...
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PIANO PIANISSIMO, FORTE FORTISSIMO

PIANO PIANISSIMO, FORTE FORTISSIMO

Se vi diciamo Aida cosa vi viene in mente? Sicuramente l'opera di Giuseppe Verdi... Ma Aida non è solo questo. E' anche l’acronimo di un’ interessantissima ciclovia: Alta Italia da Attraversare, un progetto FIAB Onlus inserito nella rete Bicitalia. 900km di tracciati già esistenti da Moncenisio a Trieste, per collegare le grandi città del nord Italia. Impossibile per noi resistere ad una Ciclovia con un nome femminile. Perciò ad inizio autunno, sfruttando le ultime belle giornate assolate, ne abbiamo pedalato una tratto da Milano a Trieste, ovvero Aida Est. Il tracciato di Aida ci ha soprese fin dall’inizio. Partite da Milano seguendo la ben nota ciclabile della Martesana, una volta attraversato l’Adda è però cominciato un viaggio fatto di luoghi a noi sconosciuti, benchè molto vicini a casa. Sì, perché per andare a Brescia, Verona o Venezia di solito si sfreccia in macchina sulla A4, senza immaginare che oltre alle code di macchine, oltre ai caselli, oltre alle tante fabbriche che costeggiano l’autostrada...
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TRAIL, CHE PASSIONE!

TRAIL, CHE PASSIONE!

Monica ne ha fatti quasi una trentina. Nicoletta e Antonello hanno cominciato da circa tre anni, ma da allora non se ne lasciano più sfuggire uno. Emanuele, Alessandro e Fabiana sono alla loro prima esperienza. Per me invece si tratta del secondo trail. Che poi io i trail fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno cosa fossero! Appunto, cos’è un trail? Prima di tutto c’è da dire che chiamarli trail forse non è correttisimo. Meglio parlare di eventi bikepacking. Sostanzialmente c’è un percorso che bisogna seguire (di solito di svariate centinaia di chilometri con un gran bel dislivello), grazie alla traccia GPS fornita dall’organizzazione. Il tracciato va seguito per intero e senza tagli. Una volta partiti poi, non c’è nessuna assistenza da parte degli organizzatori, e non si può avere assistenza al seguito. Si è da soli con la propria bicicletta e si porta con sé tutto quello di cui si ha bisogno. Per questo si chiamano anche eventi unsupported. Il percorso, prevalentemente...
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EROI, CONTADINE E PRINCIPESSE

EROI, CONTADINE E PRINCIPESSE

Milioni di anni fa qui c’era il mare, il mare del Pilocene, che se vai a vedere su wikipedia è la seconda delle due epoche geologiche che compongono il Neogene, che ebbe inizio 5,332 milioni di anni fa e terminò 2,588 milioni di anni fa. A pensarci bene, a questi milioni con la virgola, noi che la nostra vita dura al limite come gli ultimi due decimali, gira la testa; ma ora, qui nel presente, a girare vorticosamente è qualcos’altro. Siamo impantanate da mezz’ora con le nostre bici in un mare di argilla, le scarpe sono diventate due zolle da cinque chili l’una e scopriamo che mai parola fu più ingannevole e imprecisa di parafango. Scriveremo all’Accademia della crusca, ci diciamo mentre imprecando proviamo a togliere con le dita la creta che si è incastrata sotto al maledetto parafango, che tutto fa tranne che parare il fango; quindi cara Accademia della crusca proponiamo da oggi di chiamarlo parapioggia o incastrafango o...
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ONLINE IL DOCUMENTARIO “BRAVE WOMEN NOTEBOOK”

Cosa significa essere una donna coraggiosa oggi? Abbiamo cercato una risposta a questa domanda pedalando 1.468 chilometri da Milano a Londra. Durante il viaggio abbiamo incontrato tante persone che hanno condiviso con noi storie di coraggio femminile, che abbiamo raccolto sul nostro Brave Women Notebook. E' ora online il documentario del viaggio! https://www.youtube.com/watch?v=JlQ4o7t2kBk&t=51s...
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