ADELANTE E VALIENTE

ADELANTE E VALIENTE

Lo ammetto. Quando prima di partire facevo la spavalda parlando romanticamente di quanto la bicicletta fosse anarchica, libera, e che bello fare le cicliste per caso, senza meticolosa preparazione né allenamento, credo di aver esagerato di proposito. Per darmi sicurezza, per non farmi prendere dall'ansia dell'ultima ora. "Stai facendo una pazzia" diceva una vocina alla mia destra. "Bisogna avere coraggio" rispondeva la vocina di sinistra. Poi abbiamo cominciato a pedalare davvero, ieri. Al di là di ogni pensiero, aspettativa, paura. Eravamo lì a pedalare e basta e abbiamo scoperto alcune cose. Intanto che le strade in Patagonia sono sempre o in salita o in discesa. Al limite in falsopiano, ma per poco. Alla partenza ci avevano promesso ottantaquattro chilometri di strada pianeggiante. E questa è stata la seconda scoperta: mai fidarsi delle indicazioni dei cileni, o hanno un'idea falsata dei piani inclinati o forse le salite per loro sono quelle che ci attendono nei prossimi giorni. Comunque ieri siamo arrivate a Coyhaique stravolte e abbiamo...
Read More
ICH BIN CILENO

ICH BIN CILENO

«Hay un order que respetar» «Ma domani abbiamo un traghetto, è l'unico che parte per Puerto Chacabuco. Por favor può chiedere al meccanico se può dare solo un'occhiata?» «Intiendo pero hai un order que respetar» «Por favor, siamo disperate, come facciamo a partire per la Carretera Austral se non sistemiamo il freno?» «Intiendo, pero hay un order...» Sì, ho capito, l'order que respetar, ma siamo in Cile o a Berlino? Non dovrebbe essere che qui funzionano le regole del sud del mondo? Lo strappo alla regola come stile di vita? No? Ascolti, io sono quella coi capelli ricci, che non attraversa sulle strisce e che va in giro in bici perché la bici è anarchica, por favor! Io e Silvia proviamo cinquanta sfumature di supplica. Da quella piagnucolosa a quella disperata, arrivando alla fine a una quasi rabbiosa. Le commesse sono tre. Una con le unghie bianche quadrate lunghe quattro centimetri e un piercing sul naso che non ha mai alzato gli occhi dal computer, nemmeno quando siamo entrate. La...
Read More
CICLISTE PER SCELTA, CICLISTE PER CASO

CICLISTE PER SCELTA, CICLISTE PER CASO

«Vai, vai, vai!» Vado, vado!  Spingo sui pedali veloce; se smetto cado, se continuo così prendo velocità e sbatto contro quel muro là in fondo.
 Un brivido di piacere e di paura passa dagli occhi sgranati ai piedi: vado senza rotelle! Per qualche incredibile magia sto in equilibrio! Quarant’anni dopo, e decine di cadute e ginocchia sbucciate dopo, la magia rispetto allo stare in equilibrio si è un po’ affievolita ma sulla sella della mia bici, mentre pedalo per Milano, io mi sento sempre un’anarchica felice. 
Il bello di andare con la bici in città è che posso passare col rosso, dopo essermi protesa a sbirciare a destra e a sinistra. Ma il bello è anche che posso decidere di fermarmi ad aspettare il verde e tirare il fiato, quelle mattine che le gambe non vanno. 
Il bello è scivolare di fianco alla macchine in fila, scattare prima di tutti, oppure rallentare e seguire il ritmo dei pensieri. Perché la bicicletta modifica...
Read More
C’ERA UNA VOLTA UN INGLESE, UN CILENO E UNA MOLESKINE

C’ERA UNA VOLTA UN INGLESE, UN CILENO E UNA MOLESKINE

Uso la moleskine da molti anni. Mi piace la carta, il colore e la grammatura. Il modo in cui la penna scorre sulle pagine. Compravo la moleskine quando era ancora difficile da trovare e portava con sé quell’idea di viaggio, romantica e struggente, che la rendeva unica. Quel tipo di viaggio in cui ti immagini che ogni istante sia una scoperta così sconvolgente e significativa da non poter fare a meno di riempire fitte pagine di parole che poi diventeranno libri memorabili. Ovviamente tutte le mie moleskine sono piene solo di appunti di lavoro, titoli di racconti che scriverò, elenchi di cose da fare. La moleskine alla fine è un po’ come la jeep, metafora di viaggi, partenze, fughe verso mondi selvaggi, e poi la cosa più avventurosa che ti succede è stare in coda sulla circonvallazione. Che poi io non è che con questi taccuini ci volessi davvero partire. In fondo partire non mi interessava nemmeno, preferivo trastullarmi con l’idea che ‘il...
Read More