COSA SIGNIFICA ESSERE UNA DONNA CORAGGIOSA OGGI? SCRIVETECI!

"Cosa significa essere una donna coraggiosa oggi?" Mandateci una mail a info@ciclistepercaso.com con le vostre riflessioni e opinioni, le porteremo in viaggio con noi fino a Londra. Una volta lì lasceremo tutti i messaggi che ci avrete mandato e che avremmo raccolto durante la nostra spedizione presso il Memorioale di Emmeline Punkhurst, politica e attivista britannica che guidò il movimento delle suffraggette nel Regno Unito (chi ha visto il film suffraggette se la ricorderà interpretata da Meryl Streep). Speriamo coì di ispirare molte altre donne di tutto il mondo che quotidianamente visitano quel luogo e come noi pensano che oggi serva ancora molto parlare di emancipazione e pari opportunità. Speriamo di ricevere anche molti messaggi da parte di uomini, perchè è importante che anche loro sostengano la parità di genere. Questa per noi non è una lotta, ma un percorso da condividere. Condivideremo i messaggi più belli sul blog e sulla nostra pagina facebook. ...
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BRENNERO-VERONA

Dal Brennero a Verona in bici, una gita di più giorni molto bella e facile, che vi consigliamo vivamente: paesaggi spettacolari, ottima ospitalità ed una pista ciclabile impeccabile. Qui di seguito il video e la descrizione del nostro itinerario di 275km. https://www.youtube.com/watch?v=wfY0uw30294   GIORNO 1 Brennero-Mules: 34,3km (165m ascesa, 570m discesa): Siamo andata in macchina fino a Verona in tarda mattinata, poi da lì abbiamo preso un treno regionale fino al Brennero (3,02h - costo 21,75€ più 3,50€ supplemento bicicletta cad), da dove abbiamo cominciato a pedalare. La ciclabile corre accanto ai binari dell'antica ferrovia, attraverso dolci colline e freschi boschi,  in leggera discesa fino a Vipiteno. I panorami sono splendidi e la segnaletica è ottima.   GIORNO 2 Mules-Bolzano: 66,6km (209m ascesa, 801m discesa). La ciclabile è molto varia e bella. Si segue il fiume Isarco prevalentemente in discesa, anche se non manca qualche breve strappetto. Lungo il percorso molti luoghi e monumenti storici che invitano a fermarsi: il Forte di Fortezza, l'Abbazia di Novacella, la cittadina...
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LE CICOGNE SONO MONOGAME (ALMENO IN CALABRIA)

LE CICOGNE SONO MONOGAME (ALMENO IN CALABRIA)

«Ehi, fermatevi a riposare!». Le parole ci colpiscono mentre sfrecciamo sulla statale che da Taormina ci porta ad Aci Trezza, e ci vuole qualche centinaio di metri prima che un suono indistinto in mezzo al traffico venga decodificato come un invito destinato a noi. La ragazza di colore è ferma sotto a un cavalcavia, all’ombra. Ha una bicicletta e un turbante coloratissimo in testa. Urlo a Silvia che mi precede: «Diceva a noi! Che facciamo? Torniamo indietro?». La tentazione è forte, un incontro inusuale e magari una storia da ascoltare. Ma siamo in ritardo, ci aspettano per darci le chiavi della nostra stanza entro le cinque. Rallentiamo, tentenniamo, e poi a malincuore riprendiamo a pestare sui pedali con ritmo sostenuto. Per un quarto d’ora penso alla ragazza sotto al cavalcavia e alla storia che non potremo mai raccontare e la mente comincia a macinare pensieri e idee come spesso accade nei tratti lunghi in cui bisogna stare in fila indiana, lungo una strada anonima, concentrati...
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ARRIVO A CATANIA!

Il nostro viaggio sta per terminare, ancora pochi chilometri e saremo a Catania. Vi aspettiamo per pedalare con noi e per per parlare ancora di donne, emancipazione e pari opportunità. Ecco Il Programma  dell'evento di oggi: Ore 18:00 Raduno in Piazza Mancini Battaglia e via in bicicletta per il Lungomare ciclabile, arrivo a Piazza Duomo; Ore 18:30 Saluto Autorità presso Palazzo di Città; Ore 19:00 Concerto dell’Orchestra Falcone Borsellino presso Fondazione Puglisi Cosentino; Ore 19:45 Le donne a Catania: Storie di impegno nello sport e nel sociale, presso Fondazione Puglisi Cosentino. Come sempre l'ingresso è gratuito... Vi aspettiamo per concludere alla grande questa incredibile impresa lunga 1.620 km!   ...
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CICCILLA LA BRIGANTESSA

CICCILLA LA BRIGANTESSA

La Calabria è aspra, dura, ripida, poi all’improvviso scoscesa, con discese a rotta di collo e poi di nuovo si impenna. La Calabria ci spezza le gambe, ci cuoce la testa, ci porta vicine ai nostri limiti, vicine a capire qualcosa in più di noi, su quel confine impreciso in cui la forza e la fatica si confondono, la debolezza e la tenacia intessono una fitta discussione, ancora cento metri, ancora duecento. Il cuore pompa e cerca un ritmo. La Calabria è lì che ci parla dalle sue città arroccate, aggrappate alla montagna, «sono dei piccoli presepi», ci dice un frate missionario di Paola che ogni due anni torna in congedo per tre mesi in Italia e che incontriamo in un bar di Cosenza. A Cosenza abbiamo cercato storie di donne, come sempre in questo viaggio. Pasquale che ci ospita con la sua famiglia, durante una fantastica cena calabrese, tra una melanzana alla parmigiana e un assaggio di ‘nduja, ci dice: la...
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STORIE DI ORDINARIA LAURIA

STORIE DI ORDINARIA LAURIA

Dora è la guardiana. Ha una chiave enorme di quelle a forma di chiavi di una volta. Fa la guardiana da quando si è sposata. Prima abitava a Lauria Inferiore, poi si è trasferita a Lauria Superiore. Pasquale, giornalista di una testata locale, ci fa da Cicerone e ci racconta che tra Lauria inferiore e Lauria superiore ci sono state rivalità molto accese e continuano ad esserci forti campanilismi. Il Comune per anni è stato spostato dal rione inferiore a quello superiore ad anni alterni. Poi hanno deciso di metterlo a metà strada esatta tra i due centri. Pare che a un certo punto, anni fa, qualcuno si fosse fatto promotore di una iniziativa per erigere un muro. Un muro per dividere Lauria inferiore da Lauria superiore. E che avesse raccolto un certo numero di adesioni… Poi è arrivato il 15 di agosto: ogni odio si è dissolto e ogni muro si è sgretolato e tutti insieme, inferiori e superiori, come...
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NON E’ UN PAESE PER DONNE (IN BICI)

NON E’ UN PAESE PER DONNE (IN BICI)

Sulla strada dell’emancipazione femminile in Italia si trova molto traffico e salite davvero faticose. Ecco alcune considerazioni su queste prime tre settimane in bicicletta. 1. Anche le parti delicate e sensibili per sopravvivere diventano coriacee e resistenti (sì, stiamo proprio parlando di quelle parti lì, ma anche del palmo delle mani che ormai ha un callo consolidato, visto che coi guanti si muore di caldo). 2. Abbiamo incontrato una quantità di persone incredibili che ci hanno aiutato, ospitato, rifocillato. Sarà la bici che fa questo effetto? 3. Non chiedere mai informazioni sulle salite a chi non è mai andato su quelle strade in bici. Vi direbbe: «Tranquille è tutta pianeggiante». 4. Chiediamo scusa alle strade patagoniche contro le quali abbiamo imprecato durante il nostro viaggio sulla Carretera Austral, il tratto tra Napoli e Pompei credo vinca il premio «strada dissestata del millennio». Perché andare tanto lontano quando a qualche centinaio di chilometri da casa puoi avere i lastroni di pietra degli antichi romani? 5. Le discese sono...
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HO QUATTORDICI ANNI, MI CHIAMO ANNALISA DURANTE

HO QUATTORDICI ANNI, MI CHIAMO ANNALISA DURANTE

Qui una volta c’era un cinema, adesso c’è una biblioteca con il mio nome. Oggi sono passate due ragazze, non so quanti anni avevano, io l’età non la so dare. Due che vanno in giro con la bici da corsa. Hanno detto che si chiamano le Cicliste per caso, sono entrate, hanno appoggiato le bici in ufficio, che sennò quattro ne trovavano di bici quando uscivano, e hanno stretto la mano a mio padre. Mio padre è un poco schivo ma è tanto forte. Anche se tutti poi si accorgono di quel dolore che c’ha ancora appiccicato addosso. Eh come si fa, come ce lo si scrolla di dosso quel dolore lì? Le due cicliste non sapevano niente di me, forse poco. Quei trafiletti che riportano i giornali del nord. Qualcosa in internet. Perché loro due sono di Milano. Che poi li è proprio un altro mondo. Mi sarebbe piaciuto andare a Milano, ma anche a Roma, a Torino e poi a...
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I LED ZEPPELIN FEMMINA

I LED ZEPPELIN FEMMINA

Nel libro che ci regala poco prima di salutarci ha i capelli lunghi mandati all’indietro con la fronte scoperta. Oggi ha un caschetto biondo, con un frangione che le copre quasi gli occhi, e le punte bluastre. Come si cambia, direbbe una nota cantante, ma invece nonostante l’apparenza la sensazione è che Ella sia sempre molto coerente, caparbia, cocciuta, ostinata: testarda. Ella ha un gruppo. Sono quattro donne. Suonano hard rock. Si chiamano Testharde. Appunto. Un genere difficile in Italia e peggio se cantato in italiano e ancora peggio se a suonarlo sono delle donne. Ma loro se ne fregano e continuano a suonare «roba pesante» incuranti del mercato. Ella ordina un caffè e Giada, la bassista, un cappuccino. Dicono che le fanno suonare solo perché sono donne e poi scoprono che sono anche brave e si stupiscono. Dicono che quando arrivano per un concerto gli uomini vogliono accordare gli strumenti e loro gentilmente devono dire che sanno farlo da sole. Dicono che una volta...
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LIBERI TUTTI!

LIBERI TUTTI!

Non so se i cavalli hanno la capacità di infondere calma o se Erica è così di suo. Una calma di quelle rare, globalizzanti, con tutti; con noi che le piombiamo in casa con un preavviso di poche ore, con i suoi bambini, con i lavoranti indiani, con gli animali della sua tenuta. Il marito non c’è ma immagino sia molto gentile anche con lui. Siamo arrivate da poco più di mezz’ora, ce ne stiamo sdraiate a bordo della piccola piscina, mentre i bambini si tuffano nell’acqua gelata e Ettore, l’enorme cane di casa, cerca ininterrottamente di baciarmi, le chiediamo di raccontarci come è cominciata questa sua nuova vita. Sì, perché prima Erica viveva a Milano e lavorava come chimica in una grossa multinazionale e passava più tempo in Cina che a casa. Quello che si dice una donna in carriera, insomma. Aveva una passione per i cavalli, montava, gareggiava. Poi un giorno una cavalla impazzita al suo maneggio le mise addosso una...
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