FOREVER

FOREVER

La casa è in cima a una collina, ci incamminiamo a piedi lasciando le bici sulla strada, l’idea di andare lassù pestando sui pedali ci fa venire la nausea, è da stamattina che scaliamo montagne. C’è un vecchio pickup fuori dalla casa, chiamiamo sperando che ci sia qualcuno, fuori dalla porta sono appese delle casette di legno per gli uccelli, si sente armeggiare da dentro con la maniglia. Si affaccia un uomo di mezza età con una barba lunghissima, pelato, una t-shirt con le maniche tagliate, gli manca solo il fucile per spararci. Ci affrettiamo a chiedere se sa qualcosa di questa casetta che è segnalata sulla cartina dell’American Cycling Association, qui vede? Dovrebbe essere qui vicino, according to the map, dovrebbe essere un rifugio per la notte per i ciclisti della Great Divide... L’uomo dalla lunga barba guarda la mappa e poi si gira verso l’oscurità della casa chiamando qualcuno. Dopo pochi secondi appare il fratello, più magro ma con...
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COME SI MANGIA, PER NON MORIRE

COME SI MANGIA, PER NON MORIRE

“Io mangerei un piatto di spaghetti con le vongole”. “Io un branzino al sale”. “Io pasta e fagioli”. “Io gnocco fritto e salumi”. Passano un discreto numero di secondi tra una dichiarazione e l’altra, ognuna ci pensa oculatamente, come se davvero stessimo ordinando al ristorante.  Ma stiamo solo facendo il gioco di metà pomeriggio quando abbiamo esaurito tutte le calorie di pranzo e cerchiamo di sostentarci con noci, mandorle, uvette, banane, barrette e intanto la fame si fa strada e sogniamo i nostri piatti preferiti. E ovviamente non ci limitiamo a enunciare quello che vorremmo mangiare ma partono descrizioni dettagliatissime di come deve essere cotto lo spaghetto, di quale salume deve accompagnare lo gnocco, e il branzino solo pescato che allevato non sia mai... Poi arriviamo in campeggio e ci facciamo il riso comprato nel negozietto del paesino di cowboy del Wyoming che ha tempi di cottura da tre minuti a venticinque a seconda dell’umidità dell’aria, dell’alcalinità dell’acqua e di altri misteriosi fattori a noi ignoti e...
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CATCH & EXTERMINATE

CATCH & EXTERMINATE

L’uomo si alza di scatto per zittire il cane che si è affacciato abbaiando dal finestrino del pickup, spaventando una signora. È gentile, si scusa, cerca di chiudere il finestrino in modo che il cane, uno di quattro cani chiusi nel retro del veicolo, non possa più sporgersi e spaventare nessuno. Torna al tavolo, riprende a parlare con la moglie e le due figlie, sembrano commentare l’accaduto. Alla cintura ha una pistola infilata in una fondina di pelle, sul fianco come un cowboy, una fondina aperta non chiusa con un bottone tipo i nostri poliziotti, né, che ne so, nascosta discretamente sotto una giacca. La pistola sembra una semiautomatica, piccola ma pronta per l’uso. Nei bagni del ristorante un poster incorniciato spiega in dieci punti perché le pistole sono meglio delle donne. È la seconda volta che vediamo una pistola, la prima era alla cintura di un ragazzo che stava andando a pescare, a cui abbiamo chiesto un informazione. Due pistole in 20...
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MILANO-MONEGLIA

Durante il break di Pasqua abbiamo fatto la nostra prima di uscita di più giorni in bikepacking, per provare le nuove bici Specialized! Abbiamo pedalato da Milano a Moneglia, per poi concederci un pomeriggio di relax in spiaggia. Un percorso davvero bello e vario, che vi consigliamo. Qui sotto i dettagli, nel caso aveste voglia di provarlo anche voi. Buona pedalata! GIORNO 1 Milano- Località Caratta Maruffi (PC) 97, 2 km – 240m dislivello positivo – 2.293 calaorie consumate. Abbiamo lasciato Milano pedalando lungo il naviglio Pavese. La ciclabile è facile e ben segnalata, a tratti noiosa, ma si può fare una pausa per visitare la bellissima Certosa di Pavia (apertura mattutina 9:00 / 11:30). La ciclabile poi porta fino in centro a Pavia, dove è d’obbligo una sosta al Ponte Coperto per una foto. Si prosegue seguendo le indicazioni di una ciclopista e della Via Francigena, ma non si può evitare un brutto tratto lungo la statale. Superato il Ponte della Becca però...
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