TIC TAC, TIC TAC

TIC TAC, TIC TAC

I tic tac menta intensa, adesso che li riguardo, hanno lo stesso colore del Perito Moreno. Un azzurro fluorescente, vagamente irreale. Forse l’emozione della vista del ghiacciaio, avvenuta qualche giorno prima, ha condizionato subliminalmente l’acquisto sconsiderato. Forse è una strategia di marketing argentina. Non mi risulta l’esistenza di tale gusto sul mercato italiano e comunque non conosco nessuno che li abbia mai comprati. Prima di me. Sta di fatto che poi il colore si è rivelato il problema minore, la consistenza era la vera fregatura; tradiva una permanenza millenaria sullo scaffale del supermercato cileno. Quindi in fondo qualche legame col Perito Moreno c’era. Devo averne mangiati tre, quattro, succhiando la menta intensa e sputando il nucleo immasticabile. Per il resto i miei tic tac dell’era glaciale sono restati praticamente tutti lì, nella loro scatola, sul fondo della borsina che usavamo la sera in Patagonia. Qualche giorno fa da sotto le giacche, i cappotti e le sciarpe è risaltata fuori. La borsina.E i tic...
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