PIANO PIANISSIMO, FORTE FORTISSIMO

PIANO PIANISSIMO, FORTE FORTISSIMO

Se vi diciamo Aida cosa vi viene in mente? Sicuramente l'opera di Giuseppe Verdi... Ma Aida non è solo questo. E' anche l’acronimo di un’ interessantissima ciclovia: Alta Italia da Attraversare, un progetto FIAB Onlus inserito nella rete Bicitalia. 900km di tracciati già esistenti da Moncenisio a Trieste, per collegare le grandi città del nord Italia. Impossibile per noi resistere ad una Ciclovia con un nome femminile. Perciò ad inizio autunno, sfruttando le ultime belle giornate assolate, ne abbiamo pedalato una tratto da Milano a Trieste, ovvero Aida Est. Il tracciato di Aida ci ha soprese fin dall’inizio. Partite da Milano seguendo la ben nota ciclabile della Martesana, una volta attraversato l’Adda è però cominciato un viaggio fatto di luoghi a noi sconosciuti, benchè molto vicini a casa. Sì, perché per andare a Brescia, Verona o Venezia di solito si sfreccia in macchina sulla A4, senza immaginare che oltre alle code di macchine, oltre ai caselli, oltre alle tante fabbriche che costeggiano l’autostrada...
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TRAIL, CHE PASSIONE!

TRAIL, CHE PASSIONE!

Monica ne ha fatti quasi una trentina. Nicoletta e Antonello hanno cominciato da circa tre anni, ma da allora non se ne lasciano più sfuggire uno. Emanuele, Alessandro e Fabiana sono alla loro prima esperienza. Per me invece si tratta del secondo trail. Che poi io i trail fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno cosa fossero! Appunto, cos’è un trail? Prima di tutto c’è da dire che chiamarli trail forse non è correttisimo. Meglio parlare di eventi bikepacking. Sostanzialmente c’è un percorso che bisogna seguire (di solito di svariate centinaia di chilometri con un gran bel dislivello), grazie alla traccia GPS fornita dall’organizzazione. Il tracciato va seguito per intero e senza tagli. Una volta partiti poi, non c’è nessuna assistenza da parte degli organizzatori, e non si può avere assistenza al seguito. Si è da soli con la propria bicicletta e si porta con sé tutto quello di cui si ha bisogno. Per questo si chiamano anche eventi unsupported. Il percorso, prevalentemente...
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EROI, CONTADINE E PRINCIPESSE

EROI, CONTADINE E PRINCIPESSE

Milioni di anni fa qui c’era il mare, il mare del Pilocene, che se vai a vedere su wikipedia è la seconda delle due epoche geologiche che compongono il Neogene, che ebbe inizio 5,332 milioni di anni fa e terminò 2,588 milioni di anni fa. A pensarci bene, a questi milioni con la virgola, noi che la nostra vita dura al limite come gli ultimi due decimali, gira la testa; ma ora, qui nel presente, a girare vorticosamente è qualcos’altro. Siamo impantanate da mezz’ora con le nostre bici in un mare di argilla, le scarpe sono diventate due zolle da cinque chili l’una e scopriamo che mai parola fu più ingannevole e imprecisa di parafango. Scriveremo all’Accademia della crusca, ci diciamo mentre imprecando proviamo a togliere con le dita la creta che si è incastrata sotto al maledetto parafango, che tutto fa tranne che parare il fango; quindi cara Accademia della crusca proponiamo da oggi di chiamarlo parapioggia o incastrafango o...
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LA NOSTRA BICI: SPECIALIZED SEQUOIA

Ci chiedete sempre tutti che bicicletta stiamo usando: "E' una gravel? Una MTB? Una bici da corsa?" No, la nostra Specialized "Sequoia" è una bici progettata apposta per l'avventura, che unisce il meglio dei mondi road e off road... Perfetta quindi per la nostra grande avventura lungo la GDMBR! Ha geometria Adventure (cioè a metà fra una bici da corsa e una bici da cicloturismo), telaio in acciaio inossidabile, freni a disco, pneumatici Sawtooth 700x42 e presenta numerosi montaggi per portapacchi, parafanghi e portaborracce. Trasmissione 2×9 con cambio anteriore Shimano Sora, deragliatore posteriore Alvio, corone FSA 48/32T con cassetta pignoni 12-36t. Peso circa 13kg. Dopo circa due mesi di utilizzo, possiamo dire che ci troviamo davvero benissimo: è efficiente e veloce anche se carica di borse, super sia su strada che sui sentieri dissestati! Trovate maggiori informazioni sul sito Specialized. ...
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APRICA CONQUISTATA

Ecco un altro bel giro che abbiamo provato durante il ponte pel primo maggio. Da Milano con il treno ad Iseo e poi attraverso il passo dell'Aprica e la Valtellina fino al Lago di Como, Bellagio, Lecco e pedalando siamo tornate a Milano. Un percorso vario e divertente. Buona lettura e buona pedalata!   GIORNO 1 Iseo-Edolo 79km - 912m dislivello positivo – 2.132 calorie consumate Da Milano Lambrate siamo saltate su un regionale che, con cambio a Brescia, in 2 ore circa ci ha portate a Iseo, dove abbiamo cominciato a pedalare. Il primo tratto lungo il Lago d’Iseo purtroppo è su una Provinciale, ma ne vale ugualmente la pena perché si gode della bella vista sul Monte Isola. Poi, una volta a Vello, comincia la panoramicissima pista ciclo-pedonale Vello-Toline: 5 km caratterizzati dal lago da una parte e dalle pareti rocciose dall'altra. Si prosegue fino a Pisogne sempre su pista ciclabile. Da Pisogne si imbocca la Ciclovia del Fiume Oglio, facile e ben segnalata, che...
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MILANO-MONEGLIA

Durante il break di Pasqua abbiamo fatto la nostra prima di uscita di più giorni in bikepacking, per provare le nuove bici Specialized! Abbiamo pedalato da Milano a Moneglia, per poi concederci un pomeriggio di relax in spiaggia. Un percorso davvero bello e vario, che vi consigliamo. Qui sotto i dettagli, nel caso aveste voglia di provarlo anche voi. Buona pedalata! GIORNO 1 Milano- Località Caratta Maruffi (PC) 97, 2 km – 240m dislivello positivo – 2.293 calaorie consumate. Abbiamo lasciato Milano pedalando lungo il naviglio Pavese. La ciclabile è facile e ben segnalata, a tratti noiosa, ma si può fare una pausa per visitare la bellissima Certosa di Pavia (apertura mattutina 9:00 / 11:30). La ciclabile poi porta fino in centro a Pavia, dove è d’obbligo una sosta al Ponte Coperto per una foto. Si prosegue seguendo le indicazioni di una ciclopista e della Via Francigena, ma non si può evitare un brutto tratto lungo la statale. Superato il Ponte della Becca però...
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IMBARCO IN NORMANDIA

IMBARCO IN NORMANDIA

Plumbeo. Cirri, nembi, cumuli, strati, si sommano e sottraggono in un cielo che raramente lascia spazio a qualche raggio di sole. Pedaliamo come rabdomanti all'incontrario, sperando di non trovare l'acqua, inseguendo le tracce nel cielo di un possibile sereno. Plumbeo, è l'aggettivo che accompagna la nostra osservazione del cielo la mattina prima della partenza, da almeno una settimana, ma oggi, grazie alle nostre giacche nuove per la pioggia, plumbeo suona un po' meno sinistro. Lasciamo Parigi all'inseguimento della famosa Avenue Verte, la ciclabile che dovrebbe condurci a Londra, partiamo di buona lena ma dopo una ventina di chilometri di periferia degradata, murales colorati e uomini che fanno jogging lungo il canale, siamo costrette a fermarci. Una chiamata dall'albergo di Parigi ci avvisa che abbiamo dimenticato il passaporto in reception. Silvia prende un treno e io rimango a Saint Denis con le bici, sembra la soluzione più veloce e logica per non perdere l'intera giornata. Il piazzale della stazione, che dopo un breve giro...
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SONO UNA DONNA, NON SONO UNA SANTA

SONO UNA DONNA, NON SONO UNA SANTA

Certo la posa potrebbe sembrare quella di una santa misericordiosa, con il braccio destro allargato, la mano aperta, lo sguardo placido e lontano; evidentemente è così che ci vedono gli uomini, nonostante tutto. Nonostante i vetri rotti, le case incendiate, lo sciopero della fame. Certo la mia postura è statica, il sorriso lieve, perché è così che ci vedono gli uomini. Nonostante tutti i miei viaggi in giro per il mondo, le fughe, la prigione, le marce, le manifestazioni, nonostante le urla inneggianti alla rivolta, le parole infuocate che hanno acceso gli animi di tutte quelle donne sottomesse. Certo sembra che il mio sia uno sguardo delicato e lieve, come si addice a una donna, come dicevo gli uomini ci vedono così, nonostante il mio piglio per tutta la vita sia stato duro, fermo e irremovibile. Mio padre da piccola, quando veniva a rimboccarmi le coperte, mi guardava, col mio libro enorme, l'Odissea o la storia a volumi della Rivoluzione francese, che era...
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CARO HANS

CARO HANS

Caro Hans, mi hanno detto che posso scrivere una lettera e quindi eccomi qua a parlare con te, forse per l'ultima volta. Caro Hans, fratello adorato, il cielo mi ha regalato la fortuna di averti come fratello. La nostra è sempre stata una famiglia molto unita, è vero, ma tra noi, più che con gli altri fratelli, c'è sempre stato qualcosa di speciale, come fossimo anime gemelle. Forse perché ci assomigliavamo davvero molto da ragazzini, con lo stesso ciuffo ribelle che ci ricadeva sulla fronte e quelle espressioni identiche che vengono a chi sta tanto tempo insieme. Ogni tanto qualcuno ci scambiava davvero per gemelli, tu ti schernivi, io facevo finta di niente ma mi scappava un sorriso felice. «Strappate il mantello dell’indifferenza che avvolge il vostro cuore! Decidetevi prima che sia troppo tardi» Caro Hans, ricordi il primo volantino che abbiamo stampato? Siamo stati in piedi tutta la notte facendo i turni coi compagni per riuscire a stamparne migliaia di copie con quella...
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VIA ALFONSINA STRADA

VIA ALFONSINA STRADA

Vecchi treni regionali passano sobbalzando ritmici sui binari, un cancello automatico si apre e si chiude senza tregua, le macchine entrano ed escono da un palazzo di venti piani che avrebbe bisogno di una buona ristrutturazione. In un angolo della via chiusa, l'assessore cerca di far sentire la sua voce sopra allo sferragliare dei vagoni e al cigolio del cancello. Fa caldo ma i carabinieri rimangono fermi impassibili di fianco all'assessore con la fascia tricolore. Cari mamma e papà, oggi mi hanno dedicato una via a Milano. A me, alla Fonsina. La seconda dei vostri dieci figli, quella matta che non ne voleva sapere di stare a marcire nella campagna bolognese, che non voleva fare la fame ricamando le lenzuola per i ricchi, quella con la testa dura e le gambe forti che voleva correre in bici a tutti i costi. Sono stata per tutta la vita una vergogna per voi: vai a messa, scendi da quella bici, mi urlavate in...
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