Pedalare in Sicilia è entrare in un ritmo diverso, fatto di silenzi e strade che raccontano storie. La Sicily Divide attraversa l’isola da ovest a est, tra borghi, montagne e incontri autentici. La fatica si mescola alla bellezza e ogni giorno sorprende. Più che un percorso, è un modo profondo di vivere la Sicilia.
Sicily Divide è un itinerario cicloturistico permanente che attraversa la Sicilia meno conosciuta da Trapani o Palermo (da dove siamo partite noi) a Catania. Un percorso impegnativo di circa 500 km con oltre 9.000 m D+ che può essere pedalato in gravel, mountain bike o bici da corsa (c’è anche la traccia tutta su strada). Prima di partire si può richiedere il Divider’s Pass per raccogliere i timbri lungo l’itinerario, e poi ritirare l’attestato di percorrenza all’arrivo.
Tolte Palermo e Catania, due città bellissime che meritano del tempo per essere visitate, per noi gli highligts del viaggio sono stati: i mosaici del Duomo di Monreale, Il Cretto di Burri, Sambuca di Sicilia, pedalare nel parco dei Monti Sicani, il castello di Mussomeli, la Granfonte di Leonforte, le cassatelle di Agira, la discesa verso Catania con vista sull’Etna.
DAY 1: PALERMO/GIBELLINA – 82km/1.550m D+
Noi ci siamo prese una giornata per visitare Palermo, questo è in effetti il giorno due del viaggio, anche se il primo in bicicletta. Partenza subito in salita fino a Monreale, dove non si può perdere la visita al Duomo (la domenica è chiuso per messa, ma si riesce comunque a sbirciare dentro). GIbellina nuova è una davvero una brutta cittadina, ma vale la pena fare una passeggiata alla scoperta delle opere d’arte. Notte da B&B Mille e una notte, cena da Macelleria Gastronomia Gentile. Notte a Palermo da Eccelso.
DAY 2: GIBELLINA/SAMBUCA DI SICILIA – 63km/1.200m D+
Siamo nella Valle del Belice, devastata dal terribile terremoto del 1968: pedalare nel Cretto di Burri è un’esperienza emozionante. Fate una passeggiata nel quartiere saraceno di Sambuca e su fino al Calvario (Terrazzo Belvedere), per ammirare il panorama e alla ricerca delle “lumache”. Notte nelle Stanze dell’Emiro e cena da Sol e sale.
DAY 3: SAMBUCA DI SICILIA/SANTO STEFANO QUISQUINA – 64km/1.620m D+
Si parte su una bellissima ciclabile sul tracciato dell’ex ferrovia che da Castelvetrano portava a Burgio, ma la tappa è impegnativa, soprattutto negli ultimi chilometri da Bivona in poi. A Santo Stefano Q. ci sono diverse possibilità di alloggio, ma se ne avete ancora energie consigliamo di proseguire fino all’Agriturismo Serra Moneta, accoglienza e cibo ottimi.
DAY 4: SANTO STEFANO QUISQUINA/MONTEDORO – 62km/1.050m D+
Siamo a circa 1.000m slm e partiamo pedalando nel Parco dei Monti Sicani. Vale una sosta il bel castello Manfredonico di Mussomeli. Notte nella ex scuola di Montedoro, ora albergo diffuso, e cena alle Cupolette Rosse.
DAY 5: MONTEDORO/ENNA – 71km/1.530m D+
Altra tappa bella tosta, ma che attraversa paesaggi splendidi che vi faranno dimenticare la fatica. Pausa pranzo consigliatissim al Panificio Giglio di Caltanisetta. La salita a Enna è impegnativa e trafficata, ma in cima vi aspettano il castello e una splendida vista. Notte in pieno centro da B&B Proserpina, cena da Bistrò Paradiso (sono gli stessi proprietari del B&B).
DAY 6: ENNA/REGALBUTO – 67km /1.330m D+
Da non perdere la fontana monumentale di Leoforte con le sue 24 cannelle, e le buonissime cassatelle di Agira. Noi abbiamo cenato e pernottato vicino al Lago Pozzillo da La Doce Vita, ma se non avete voglia di rifare l’impegnativa salita valutate di fermarvi in centro a Regalbuto.
DAY 7: REGALBUTO/CATANAI – 68km/1.000m D+
Le spettacolari viste sull’Etna accompagnano quest’ultima tappa del viaggio. Vale una sosta il borgo di Centuripe, dove assaggiare il tipico biscotto Bersagliere. La strada per entrare a Catania è molto trafficata, ma l’emozione di arrivare in Piazza Duomo sotto alla Fontana dell’Elefante ve la farà dimenticare. Notte a Catania a Il Principe Hotel.
BONUS TRAK: TREKKING SULL’ETNA
Questa è un’escursione a piedi sul versante Sud dell’Etna, ma ve la consigliamo perchè a noi è piacuta tantissimo. In bus o transfer privato si arriva al Rifugio Sapeinza, a quota 1.900 m slm. Da qui in funivia si sale ancora a 2.500 m slm, da dove si prosegue a piedi: il trekking dura circa 3 ore (6km con 550D+) ed è obbligatotrio affidarsi ad una guida vulcanologica. Alla base della funivia ci sono diversi tour operator che organizzano il trekking e che noleggiano scarponi e piumini. Qui maggiori info.



















