UN ICEBERG NEL BICCHIERE

UN ICEBERG NEL BICCHIERE

La naturaleza no pregunta e no tiene tiempo. Rebecca la nostra guida è anche un po filosofa, pare. E così, ci spiega, il Perito Moreno, quattro anni fa, mentre tutti aspettavano 'la grande rottura' prendendo d'assalto alberghi e appostandosi per ore sulle passerelle, ha deciso difregasene di tutti e rompersi alle tre di notte nel silenzio assoluto e senza occhi che lo scrutassero. Ora non starò ad ammorbarvi coi dettagli. Vi basti sapere, se non siete amanti del Perito Moreno, e quindi sapete già tutto, o non siete già stati qui e una Rebecca vi ha spiegato la storia, che ogni tre, quattro anni in un punto del ghiacciaio si forma un imponente ponte di ghiaccio che poi crolla dando vita a uno spettacolo unico, dicono. Ma, a parte l'enorme rottura, in questo periodo dell'anno ci sono continue piccole cadute di pezzi di ghiaccio. Si sente un boato, simile a un ruggito, e poi dopo qualche secondo la lastra di ghiaccio...
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UNA CASA ALLA FINE DEL MONDO

UNA CASA ALLA FINE DEL MONDO

Hurta ci accoglie nella sua cucina con il sorriso sdentato e gli occhi dolci da nonna delle favole. I figli Tito e Roberto, da qui in poi per tutto il tempo sarà impossibile capire chi sia Tito e chi Roberto, vivono con lei in una casa col tetto di lamiera che sta insieme con lo sputo. Siamo arrivate qui, a Candelario Mancilla, su un battello da Villa O'Higgins dove finisce la Carretera Austral e si può proseguire solo in bicicletta o a piedi. Tito e Roberto avranno rispettivamente 40 e 50 anni e uno dei due viene ad accogliere i turisti, dieci in tutto, al porticciolo. Sembrerebbe la solita tattica furbetta per accaparrarsi per primo i turisti, ma ben presto scopriamo che la loro casa è l'unica di tutto Candelario Mancilla. Tre abitanti. Cinque se si considerano i due cani. Si potrebbe campeggiare ma siamo troppo stanche e così decidiamo di dormire a casa loro, in una stanza povera e piena di roba,...
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NEVER GIVE UP?

NEVER GIVE UP?

Gli aforismi mi hanno sempre fatto venire l'orticaria, anche quelli che dicono cose vere ma che, solo per il fatto di essere diventati aforismi, si sono svuotati di ogni senso. Sono diventati comodi proclami, a rassicurarci su ciò che è giusto dividendolo con una linea netta da ciò che non lo è, per niente. Ma anche le frasi a effetto, che sono un po' dei motti, delle massime di vita, non le ho mai sopportate. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare! Dai sempre il massimo! Vai oltre i tuoi limiti! Never give up! Sarà il nome del posto, Porto Rio Tranquillo, sarà che Silvia dopo avermi trascinato con la sua determinazione su per le salite, e avermi convinta a resistere al ripio, oggi ha avuto un tracollo, sarà la polvere che ci ha appesantito le gambe, ma noi oggi ci siamo fermate. Ci siamo sedute sulla riva del lago General Carrera, che sulla sponda Argentina si chiama lago Buenos Aires, guardando le...
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CICLISTE PER SCELTA, CICLISTE PER CASO

CICLISTE PER SCELTA, CICLISTE PER CASO

«Vai, vai, vai!» Vado, vado!  Spingo sui pedali veloce; se smetto cado, se continuo così prendo velocità e sbatto contro quel muro là in fondo.
 Un brivido di piacere e di paura passa dagli occhi sgranati ai piedi: vado senza rotelle! Per qualche incredibile magia sto in equilibrio! Quarant’anni dopo, e decine di cadute e ginocchia sbucciate dopo, la magia rispetto allo stare in equilibrio si è un po’ affievolita ma sulla sella della mia bici, mentre pedalo per Milano, io mi sento sempre un’anarchica felice. 
Il bello di andare con la bici in città è che posso passare col rosso, dopo essermi protesa a sbirciare a destra e a sinistra. Ma il bello è anche che posso decidere di fermarmi ad aspettare il verde e tirare il fiato, quelle mattine che le gambe non vanno. 
Il bello è scivolare di fianco alla macchine in fila, scattare prima di tutti, oppure rallentare e seguire il ritmo dei pensieri. Perché la bicicletta modifica...
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C’ERA UNA VOLTA UN INGLESE, UN CILENO E UNA MOLESKINE

C’ERA UNA VOLTA UN INGLESE, UN CILENO E UNA MOLESKINE

Uso la moleskine da molti anni. Mi piace la carta, il colore e la grammatura. Il modo in cui la penna scorre sulle pagine. Compravo la moleskine quando era ancora difficile da trovare e portava con sé quell’idea di viaggio, romantica e struggente, che la rendeva unica. Quel tipo di viaggio in cui ti immagini che ogni istante sia una scoperta così sconvolgente e significativa da non poter fare a meno di riempire fitte pagine di parole che poi diventeranno libri memorabili. Ovviamente tutte le mie moleskine sono piene solo di appunti di lavoro, titoli di racconti che scriverò, elenchi di cose da fare. La moleskine alla fine è un po’ come la jeep, metafora di viaggi, partenze, fughe verso mondi selvaggi, e poi la cosa più avventurosa che ti succede è stare in coda sulla circonvallazione. Che poi io non è che con questi taccuini ci volessi davvero partire. In fondo partire non mi interessava nemmeno, preferivo trastullarmi con l’idea che ‘il...
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