La Patagonia è una terra estrema e indomabile, uno degli angoli più selvaggi e affascinanti del pianeta. Percorrerla in bici significa immergersi in una natura sconfinata, dove il silenzio è rotto solo dal vento, spesso contrario, e dall’incontro con orizzonti infiniti.
Dieci anni dopo aver pedalato la Carretera Austral, siamo tornate in Patagonia, per terminare il viaggio che avevamo cominciato allora. Questa volta abbiamo pedalato da El Calafate fino Ushuaia, la fin del mundo. Un viaggio di 820 km con 6.800m D+ attraverso la vasta natura patagonica: strade solitarie, cieli mutevoli, laghi turchesi e montagne aspre. 11 tappe a cavallo tra Argentina e Cile, un’ avventura che non è stata solo una sfida fisica, ma anche un’esperienza intensa di libertà e connessione con la natura. Noi abbiamo scelto di percorrere i 250km tra Puerto Natales e Punta Arenas in bus, sia per questioni di tempo, sia perchè si tratta di un drittone senza fine abbastanza trafficato.
Gli highlights del viaggio sono stati senza dubbio la visita al ghiacciaio Perito Moreno, a El Calafate; pedalare nel Parco Nazionale Torres del Paine; la pista gravel che corre vista mare lungo la Bahia Inutil, Passo Garibaldi e i panormami montani che si affacciano sui laghi Fagnano ed Escondido; le vivaci città di Puerto Natales e Ushuaia, l’incontro con i guanachi. Qui sotto trovarte i nostri consigli di viaggio giorno per giorno, le tracce GPX e le foto.
QUANDO ANDARE
Il periodo migliore per andare in bici in Patagonia è l’estate australe, da dicembre a marzo. Le giornate sono più lunghe, le temperature più miti e molte strade sono più facilmente percorribili. Il vento resta una costante, soprattutto da ovest, ma in questi mesi il meteo è generalmente più stabile rispetto al resto dell’anno. Primavera e inizio autunno possono offrire meno affollamento, ma anche clima più imprevedibile e freddo, soprattutto la notte.
CONSIGLI PRATICI
Per pedalare questo percorso è indispensabile portarsi tenda e attrezzatura per cucinare. In alcune tappe, infatti, vi troverete in mezzo al nulla con nessuna possibilità di trovare un alloggio, un ristorante o un negozio per comprare del cibo. Noi abbiamo limitato al minimo il campeggio, ma in alcuni casi avere la tenda ci ha salvate. Portate abbigliamento per 4 stagioni: noi abbiamo trovato giornate caldissime in cui ci siamo scottate, pioggia, tanto vento, e perfino neve poco prima di arrivare a Ushuaia. Specialmente la notte la temperatura scende moltissimo.
Come trovare uno scatolone una volta arrivati a Ushuaia? Il negozio Ushuaia Extremo offre un servizio un po’ caro ma molto comodo: per 40$ lavano, smontano e imballano la bici in uno scatolone. Per 60$ vengono anche a prendervi in hotel e vi portano all’aeroporto.
Consigliamo poi di scaricare due app fondamentali per questo e, in generale, per tutti i viaggi in bici: IOverlander – una app basata sulla community per trovare punti di interesse come spot per il campeggio libero, campeggi, aree sosta, fonti d’acqua ecc… – e Windy, app meteo famosa per le sue mappe interattive del vento.
DAY 1 EL CALAFATE/RIO PELQUE: 114km, 900D+
Dopo una giornata di acclimatamento in cui abbiamo rimontato le bici e visitato il Perito Moreno (si trova a circa 60km da El Calafate e si raggiunge con un tour organizzato, in bus o in taxi), siamo partite pedalando lungo il Lago Argentino, per immetterci dopo poco sulla celebre Ruta 40, la strada più lunga e spettacolare dell’Argentina. Si pedala nel mezzo del nulla tra le pampas dorate, una volta imboccata la Ruta 7 la strada si fa gravel e il vento contrario. A El Calafate abbiamo pernottato presso Hotel Del Glaciar, comodo e centrale (sono stati molto gentili e diponibili a farci tenere dentro l’hotel le bici), lungo la Ruta 7 abbiamo piantato la tenda tra i ruderi di una vecchia stazione di polizia, presso il Rio Pelque. In alternativa, se avete più giorni a disponsizione e volete accorciare le tappe, consigliamo di fermarvi alla stazione di servizio che si trova all’incrociotra la Ruta 40 e la Ruta 7. Non è un luogo molto bello, ma si può campeggiare e fare il pieno di acqua. Non c’è possiblità di comprare cibo fino a che non arriverete a Cerro Castillo, in Cile, quindi partite attrezzati!
DAY 2 RIO PELQUE/CERRO CASTILLO: 100km, 430D+
Altri 45km gravel – spesso in pessime condizioni – ci portano alla Stazione di Tapi Aike, dove è possibile pernottare nella fermata dell’autobus o campeggiare dietro la Stazione di Polizia (ma non c’è cibo!). Noi, non avendo molti giorni a diposizione, abbiamo proseguito facendo autostop a causa del vento contrario fortissimo che rendeva impossible pedalare. Una volta arrivate al confine dell’Argentina ci sono altri 9 km per arrivare alla frontiera Cilena e alla cittadina di Cerro Castillo dove si trovano diverse strutture per pernottare (noi li abbiamo fatti in gran parte spingendo a causa del vento). La strada è sterrata dal lato argentino e asfaltata non appena si entra in Cile. Noi abbiamo pernottato e cenato presso l’accogliente Riverline Lodge.
DAY 3 CERRO CASTILLO/LAGO PEHOE: 81km, 930D+
Tappa che ci porta nello spettacolare Parco Nazionale Torres del Paine, una delle più belle del viaggio. Fino all’ingresso del Parco si pedala su asfalto, una volta dentro – per entrare bisogna pagare il biglietto – comincia una pista gravel spettacolare che corre tra laghi turchesi e montagne innevate. Noi abbiamo cenato e pernottato presso la fantastica (e cara) Hosteria Pehoe, situata su un’isoletta in mezzo al lago, collegata alla terraferma da un ponte di legno solo pedonale. Ci sono però diverse altre possibilità di pernottamento, compresi alcuni rifugi e campeggi (uno è proprio sul Lago Pehoe, poco più avanti di dove ci siamo fermate noi).
DAY 4 LAGO PEHOE/RIO SERRANO: 21km 310D+
Tappa cortissima per goderci il Parco Naturale. Noi abbiamo pernottato presso la graziosa Hosteria Lago del Toro e cenato al ristorante del Pampa Lodge. Se preferite campeggiare, poco prima troverete il Camping Serrano, anche se fermandovi lì vi perdereste la bella vista dal Mirador Rio Serrano.
DAY 5 RIO SERRANO/PUERTO NATALES: 88km, 1.130D+
Lasciamo il Parco Naturale, ma il percorso resta ugualmente bello e vario. Un saliscendi che costeggia diversi laghi, prima su sterrato e poi asfalto, senza traffico se non quello delle macchine dei turisti. Infine ci si immette sulla Ruta 9 per raggiungere Puerto Natales, dove ci sono tantissime possiblità per pasti e pernottamento; da non perdere il Monumento al Vento. Da qui, noi abbiamo deciso di proseguire in bus fino a Punta Arenas (3,5 ore circa): con Bus Sur ci sono molte corse al giorno, e la bici può essere portata con un piccolo prezzo extra ma senza bisogno di smontarla o imballarla. Orario qui.
DAY 6 PUNTA ARENAS/RIFUGIO 1: 70km, 800D+
Da Punta Arenas si prende il traghetto, che in un paio di ore attraversa lo Stretto di Magellano e arriva a Porvenir, nella Tierra del Fuego. Consigliamo di prenotare qualche giorno prima, perchè le partenze sono una/due al giorno: noi abbiamo trovato tutto pieno e siamo rimaste a terra. Orari e prenotazioni qui. Punta Arenas non ha granchè da offrire, ma ci sono molti alberghi economici (noi siamo state nell’anonimo ma centrale Hotel Mercurio), ristoranti buoni (noi abbiamo cenato molto bene da La Yegua Loca, che è anche un hotel decisamente carino), ed è un’ottima base per comprare approvvigionamenti. Una volta arrivati a Porvenir vi aspetta una lunga e spettacolare sterrata sul mare. Noi puntavamo a pernottare nel Rifugio 1 (i rifugi sono piccole casette di metallo per dare ospitalità gratuita ai cicloturisti), che purtroppo abbiamo trovato completamente distrutto e inutilizzabile; lì vicino però abbiamo scovato un ottimo spot per piantare la tenda al riparo dal vento grazie ad un immenso cipresso (la posizione è segnata sulla nostra traccia e su IOverlander).
DAY 7 RIFUGIO 1/CONFINE ARGENTINA: 82km, 350D+
Questa tappa è volata, poichè abbiamo pedalato con vento a favore. Si parte su sterrato per poi pedalare su asfalto, su una strada che mentre scriviamo è ancora in costruzione. Dopo 40km c’è un altro Rifugio in condizioni buone, adatto per pernottare al riparo dal vento. Noi abbiamo raggiunto il confine con l’Argentina, dove abbiamo cenato e pernottato presso Hosteria La Frontera (molto carino e si mangia bene, anche se non proprio economico). Volendo potete proseguire altri 20km fino a San Sebastian, dove c’è la Hostería ACA, che noi abbiamo trovato al completo.
DAY 8 CONFINE ARGENTINA/RIO GRANDE: 94km, 800D+
Passati i controlli in frontiera e San Sebastian, la strada gira e il vento ora è per lo più latarale. Si pedala su drittoni infiniti con qualche bello scorcio sul mare lungo la Ruta 3, fino a Rio Grande. Entrando in città è impossibile perdersi l’enorme Monumento agli Eroi delle Malvinas (Falkland), situato sulla costa. Noi abbiamo pernottato da Grand Hotel la Serre. Ci sono molte opzioni per cenare, ma abbiamo incredibilmente trovato un hamburger vegano (non indimenticabile) da Tante Sara Cafè e Restò.
DAY 9 RIO GRANDE/TOLHUIN: 113km, 560D+
Altra giornata di vento e drittoni infiniti. Avvicinandosi a Tolhuin però comincia una zona di boschi e montagne. Una volta arrivati in città il must è uno stop alla Panaderia La Unión, celebre tra i cicloturisi per la bontà dei suoi prodotti ma anche perchè offre alloggio gratuito presso la Casa del Ciclista, molto spartana ma un’ottima possibilità se non volete piantare la tenda o cercare altro. Noi abbiamo preferito proseguire fino all’Hosteria Kaiken che offre una splendida vista sul Lago Fagnano e un’ottima cucina.
DAY 10 TOLHUIN/LAGO ESCONDIDO: 45km 430D+
Tappa corta per godere della bellezza di questi luoghi. Fantastica sosta per pranzo da La Casona 2 sul Lago Escondido. Sul lago ci sono diversi spot per campeggiare in mezzo agli alberi, e anche la possibilità di piantare la tenda dentro una delle capanne abbandonate dell’Osteria Petrel, che sono un ottimo riparo dalle intemperie.
DAY 11 LAGO ESCONDIDO/USHUAIA: 57km, 710D+
Ultima tappa spettacolare del viaggio sempre lungo la RN3. Prima si sale al Passo Garibaldi, salita morbida che offre viste mozzafiato sui laghi Fagnano e Escondido, poi si pedala tra le vette innevate del comprensorio sciistico Cerro Castor. L’ingresso a Ushuaia per noi è stato un po’ uno shock perchè ci eravamo dimenticate del traffico automobilistico, ma la gioia era tale che ci siamo subito dimenticate di tutto. D’obbligo la foto al cartello Fin del Mundo presso il porto turistico. Infinite possibilità tra hotel e ristoranti, noi ci siamo trovate bene qui: pernottamento da Hotel Austral, pranzo da El Viejo Marino, Gelato da Freddo (la gelateria è di mio cugino ma merita davvero con gusti particolarissimi). Se volete un ristorante più chic per viziarvi a fine viaggio consigliamo il menu degustazione da Kalma (opzioni pescetariane e vegetariane).
Ushuaia Extremo offre un servizio di lavaggio, smontaggio e imballo della bici per 40 Dollai USA. Un po’ caro ma davvero comodo (non vendono solo le scatole!)








































