La Colombia è un paese affascinante che ha moltissimo da offrire: la Cordigliera delle Ande, il Mar dei Caraibi, una natura straordinaria e l’Amazzonia, oltre a numerose bellissime città coloniali. E poi è da sempre un paese innamorato del ciclismo, quindi non sarete mai soli in strada!

Alcuni ancora credono sia una realtà particolarmente pericolosa, per via del suo passato travagliato tra guerrilla e narcotraffico. In verità la Colombia è un paese molto ospitale, con una voglia incredibile di rilanciarsi e di farsi conoscere. Noi non ci siamo mai sentite in pericolo e anzi abbiamo vissuto delle esperienze straordinarie, sia in bici che con lo zaino in spalla.

Questo viaggio è un po’ diviso in due parti: la prima che ho affrontato in bici, pedalando attraverso le Ande in modalità bikepacking in solitaria da Bogotà a Barichara. La seconda con Linda zaino in spalla alla scoperta delle zone più sorprendenti della Colombia, un paese vasto 3 volte l’Italia che in bici avrebbe richiesto troppo tempo per essere esplorato. Qui sotto trovate i consigli di viaggio della prima parte in bicicletta e le tracce GPX (anche sul nostro profilo Komoot), ma anche qualche spunto per organizzare un viaggio nel resto del paese.

In questo viaggio non ho portato con me la mia bici, ma l’ho affittata a Bogota. Oscar di Aganza Cycling costruisce personalmente bici in acciaio o alluminio semplici ma buone per viaggiare (e le vende anche). Ho invece portato da casa le borse da bikepacking della linea Adventure di Givi Bike, con cui mi trovo molto bene.

QUANDO ANDARE

In Colombia si alternano due stagioni: quella secca e quella piovosa. La prima va da dicembre a gennaio e da giugno ad agosto, in questi mesi le precipitazioni sono molto meno frequenti e fa caldo. Da marzo a maggio e da settembre a novembre invece, si concentrano le piogge, quindi è il periodo meno consigliato. Il periodo ideale in cui fare un viaggio in Colombia è quello che va da dicembre a febbraio. Noi ci siamo state a dicembre.

DAY 1 BOGOTA

Bogotà è la capitale della Colombia, è una città enorme di oltre 10 milioni di abitanti, super trafficata e caotica. Eppure tantissimi abitanti si muovono utilizzando la bicicletta: la rete di piste ciclabili di Bogotà è tra le più estese del mondo, con ben 564km nel 2022. E tutte le domeniche c’è quella che chiamano Ciclovìa, ovvero il momento in cui la città diventa tutta dei ciclisti. Fino alle 14.00 infatti più della metà delle strade vengono completamente chiuse al traffico automobilistico e dedicate agli amanti delle due ruote.

Oltre alle attrazioni più famose vi consigliamo di visitare il Museo Fragmentos, Espacio de Arte y Memoria creato dall’artista Doris Salcedo, e salire a piedi a Monserrate. Noi abbiamo pernottato da Hotel Casa de la Vega, molto carino ed economico. 

DAY 2 BOGOTA/SUESCA: 85Km 860D+

Si lascia Bogotà pedalando lungo una delle salite must per i ciclisti bogotiani: l’ Alto de Patios. Appena l’enorme Bogotà scompare dalla vista si entra in un altro mondo, fatto di montagne e vallate verdi, mucche al pascolo e paesini incasinati. Suesca è un posto non turistico ma molto piacevole, da Meraki Comida Artesanal ho mangiato un hamburger vegetariano spaziale! Bogotà è a 2.600m slm… ve ne accorgerete alla prima salita!

DAY 3 SUESCA/GUACHETÀ: 44km, 980D+

Cominciano il gravel e le salite toste, ma i paesaggi sono meravigliosi e le persone che si incontrano gentili e accoglienti. L’ultimo tratto prima di Guachetà è famoso per le miniere di carbone, quindi incontrerete tanti camion e tanta polvere. A Guachetà si dorme con 10€ massimo per la doppia, ma scordatevi colazioni occidentali, la mattina si mangiano arepas, uova e riso!

DAY 4 GUACHETÀ/VILLA DE LEYVA: 52km, 1.140D+

La traccia è sempre gravel, ormai siamo in un mondo che è distante anni luce da Bogotà: un mondo di piccole fincas isolate, di asini in strada al posto delle macchine, di anziane in costume tipico, di montagne a perdita d’occhio. Prima di arrivare alla splendida Villa de Leyva, famosa per la sua piazza e le vie acciottolate, meritano uno stop Raquirà e il Patio de brujas.

DAY 5 VILLA DE LEYVA/OIBA: 117km, 1.680D+

Si scende molto, il paesaggio e il clima cambiano totalmente: ci si ritrova in mezzo ad una vegetazione tropicale sotto un sole torrido. La tappa è lunga ma scorrevole, perché si pedala sempre su una strada bellissima attraversando molti paesini, dove poter trovare frutta di ogni tipo! Merita una visita la piazza di Oiba.

DAY 6 OIBA/BARICHARA: 73km, 1.360D+

Si pedala sempre lungo la Ruta Nacional 45A, che è molto trafficata ma sorprende ad ogni curva (c’è comunque sempre ovunque rispetto e attenzione per i ciclisti). Fino a San Gil è un saliscendi, poi comincia la salita per Barichara, molto amata e pedalata soprattutto la domenica mattina. La coloniale Barichara è bellissima e incredibilmente ancora abbastanza autentica. Se avete tempo fermatevi un giorno in più per fare il famoso trekking Camino Real Barichara – Guane.

DAY 7 BARICHARA/SAN GIL: 24km, 460D+

Tappa di trasferimento per tornare a San Gil e prendere il bus per Bogotà. I pulman caricano senza problemi le bici, ma occhio che le ore di percorrenza reali non sono mai quelle comunicate! Se avete tempo fermatevi a San Gil, la patria colombiana degli sport outdoor.

COLOMBIA ZAINO IN SPALLA

Un volta tornata a Bogota mi ha raggiunta Linda e con lei siamo partite ad esplorare la Colombia zaino in spalla.

La nostra prima tappa è stato l’Eje Cafetero, la zona di maggior produzione del famoso caffè colombiano, che abbiamo raggiunto con un volo interno Avianca su Armenia. È una zona andina ad un’altitudine di circa 1.500m slm con montagne verdissime e paesini colorati. Abbiamo visitato le cittadine di Filandia e Salento, facendo un trekking nella splendida Valle di Cocora, dove crescono le altissime palme da cera, simbolo della Colombia. A Salento vi consigliamo El Vjajero Hostel, un bell’ostello che fa parte di una catena presente in tutto il Sud America con diverse tipologie di camere e molte attività.

Prima di trasferirci in bus a Medellin abbiamo visitato e soggiornato in una finca cafetera, la meravigliosa Hacienda Venecia, nei dintorni di Manizales. La Zona Cafetera è perfetta anche per essere esplorata in bicicletta. Qui si trova, tra l’altro, anche la salita più lunga del mondo (80km – 3.600D+): l’Alto de Letras!

A Medellin non perdetevi il Parco delle sculture di Piazza Botero e la visita a Comuna 13, un agglomerato di diversi quartieri nella zona Nord Occidentale della città che è passato dall’essere un luogo pericolosissimo a causa delle guerriglie, delle gang e dei narcotrafficanti, a una specie di museo a cielo aperto pieno di graffiti. Consigliatissima anchel a visita al Museo Casa della Memoria. Noi abbiamo pernottato a Rango Boutique Hostel nel quartiere Poblado, dove si concentrano la maggior parte di hotel e ristoranti.

Con un nuovo volo interno abbiamo poi raggiunto la costa caraibica, a Santa Marta. Da lì abbiamo esplorato il Parco Tyrona, tenendo come base il fantastico Hotel Senda Maloka Barlovento. Infine ci siamo dirette alla perla coloniale Cartagena de Indias che con le sue case colorate, i ristoranti e l’atmosfera rilassata ci ha veramente rapite. Prima di tornare a casa però ci siamo concesse 3 giorni di totale relax a Islabela, una delle tante isolette che formano il bellissimo arcipelago Islas del Rosario, che si trova a solo un ora di barca da Cartagena.