Sono notti gelide queste di inizio febbraio a Worblaufen. Ma stanotte non è una notte per starsene sotto al piumone a dormire, anche se i piedi caldi di mio marito sono una tentazione e non vorrei svegliare i bambini. Ma stanotte, stanotte, è la notte prima del grande giorno. E quindi me ne sto con una coperta sulle spalle e aggiungo legna al fuoco in sala, leggendo il quaderno nero del nostro collettivo. Zitta zitta, giro le pagine senza che la carta faccia rumore. Non voglio svegliare nessuno. Voglio che questo sia un momento solo mio. Mi asciugo le lacrime più volte leggendo quello che le mie compagne hanno scritto sul nostro quaderno. I motivi che ci hanno ispirate, la lunghissima battaglia che ci ha unito, piango lacrime di commozione e di speranza perché insieme siamo riuscite a ottenere qualcosa che pareva impossibile. Da domani tutto sarà diverso, da domani grazie a noi il mondo sarà più giusto.
Ho ricevuto insulti, sono stata persino licenziata dal mio lavoro ma non ho mai abbassato la testa in tutti questi lunghi anni.
Un mese fa un uomo per strada girava con un cartello appeso al collo:
uomo= capo famiglia= ecco perché no!
Mi sono fermata a guardarlo, volevo guardarlo negli occhi, forse sfidarlo; lui ha distolto subito lo sguardo e si è girato di spalle a mostrare altrove il suo cartello.
Ho dovuto ricordarmi che ci sono uomini che ci sostengono, ho dovuto pensare a mio marito e ai miei figli che cresceranno in un altro mondo. Solo così mi sono calmata e solo così non ho perso la concentrazione. Perché non è solo una questione di coraggio, bisogna tenere sempre lo sguardo fisso all’obiettivo, essere forti, non lasciare che niente ci distolga da ciò che vogliamo.
Sulla prima pagina del quaderno abbiamo disegnato il nostro simbolo: una lumaca a rappresentare la lentezza delle istituzioni a recepire e accettare il cambiamento, ma anche la lenta ma inesorabile marcia di tutte noi donne svizzere.
Domani, 7 febbraio 1971, io, Marthe Gosteli, madre, moglie, ma prima di tutto donna, domani potrò votare!
Quasi cinquant’anni dopo le donne inglesi e molti anni dopo tutte le donne dei paesi europei. Perché noi donne svizzere siamo come delle instancabili lumache. Lente ma tenaci. Prima o poi arriviamo. State tranquilli che arriviamo.


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