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Sfoglio il mio quadernetto con la mela di Enzo Mari in copertina. Cerco tra gli appunti del viaggio qualcosa che è restato in sospeso, una parola, uno spunto, per chiudere la narrazione di questa Andalusia in bici. Il quaderno è sgualcito e sporco. Mi piace che sia un po’ sgualcito, che sia un po’ sporco, che ci siano passati sopra quindici giorni, quasi mille chilometri, le mani unte di grasso dalla catena venuta giù. Mi piace che sia scritto a mano, con la mia calligrafia, le cancellature, i ripensamenti di cui rimane traccia. In un viaggio in cui il corpo detta legge, impone il suo ritmo variabile e imprevedibile, mi piace che anche la scrittura sia corporea e non quella fredda dei tasti di un computer, Times New Roman corpo 12. Siamo sul transfert che da Almeria ci porta all’aeroporto di Malaga, facciamo, lungo la costa stavolta, la strada a ritroso per tornare al punto di partenza del nostro viaggio. Partiamo con la...
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IL DOCUMENTARIO “GRIZZLY TOUR” SU AMAZON PRIME

IL DOCUMENTARIO “GRIZZLY TOUR” SU AMAZON PRIME

Finalmente, dopo più di due anni, ecco il documentario "Grizzly Tour", che racconta il nostro viaggio lungo la Great Divide: 4.000km di avventura attraverso le Montagne Rocciose. Come sempre, nessun mezzo di supporto, ma due amiche, anche loro in sella, che ci hanno aiutato con le riprese. Il documentario è stato presentato in anteprima il 2 Dicembre 2020 al RIFF (Rome indipendent Film Festival) , ed è ora visibile su Amazon Prime. Speriamo vi piaccia! https://www.youtube.com/watch?v=0197Gyi2Ku0&t=4s Il documentario racconta il viaggio in bici di due donne attraverso gli Stati Uniti, dal Canada al Messico lungo la Great Divide. Un’avventura unica attraverso le zone più remote delle montagne rocciose, tra natura incontaminata e animali selvaggi. Un’impresa epica che le ha portate a percorrere 4.000 km e scalare 60.000 metri e che, giorno dopo giorno, le ha costrette a misurarsi con i propri limiti, con la propria forza e la propria fragilità, la quale ha messo alla prova il loro legame. Perché ogni viaggio...
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SBAM

SBAM

Quindi l’aria polare irrompe nel Mediterraneo. Una massa d’aria che proviene dal Nord, scavalca il Massiccio Centrale francese, si incanala lungo la valle del Rodano, si accelera scendendo rapida sui versanti sottovento e sbam. In faccia alla Corsica. Sbam, in faccia alla Sardegna. Sbam, in faccia alle nostre facce a Sant’Antioco. Il Maestrale ci arriva in faccia, alla sprovvista, e ci fa tirare il fiato quando ormai sembrava che lo scirocco fosse un destino ineluttabile ed eterno, una punizione da cui non ci saremmo liberate per il resto del viaggio. E che io avrei lamentato per sempre, tranne all’alba e in una stanza con il condizionatore. E che Silvia avrebbe laconicamente liquidato a modo suo, ignorandone la portata e la capacità di incidenza sul suo corpo. Invece sbam il Maestrale e due giorni senza pedalare. Sant’Antioco e poi Chia, percorrendo una strada panoramica a picco sul mare. Di nuovo bellezza sfacciata, in primo piano, grandangolata, che ci mangia gli occhi...
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STORIE DELLA BUONANOTTE DELLE SANTE RIBELLI

STORIE DELLA BUONANOTTE DELLE SANTE RIBELLI

Si dirà che la torre l’ho voluta con tre finestre per richiamare la divinità e che prima di farmi rinchiudere mi sia immersa in una piscina e mi sia auto-battezzata. Si dirà che mio padre mi voleva rinchiudere nella torre per la mia bellezza, per proteggermi dai pretendenti. Si dirà che mio padre mi voleva rinchiudere nella torre per la mia disobbedienza. Si dirà che mio padre era pagano e che io mi sia convertita al cristianesimo dopo aver studiato con filosofi, oratori e poeti. Si dirà che quando mio padre ha scoperto la mia conversione ha tentato di uccidermi ma che io sia sopravvissuta trapassando le pareti delle torre. Si dirà che quando mio padre ha tentato di uccidermi io sia volata su una montagna. Si dirà che un pastore mi abbia vista volare e abbia fatto la spia e che mio padre mi abbia trovata, condotta in cima a una montagna e decapitata. Si dirà che prima abbia provato...
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VENTO DI MEZZOGIORNO

VENTO DI MEZZOGIORNO

Io pensavo fosse possibile solo nel deserto. Uno scirocco così, un caldo così. Passando di fianco a un distributore di benzina vediamo un rubinetto, lontano dalle pompe, nello spiazzo assolato, un tubo di ferro che sbuca dall’asfalto con un rubinetto. L’acqua per qualche minuto è bollente, la facciamo scorrere finché diventa fresca e mettiamo la testa sotto, ci bagniamo le braccia e le gambe. Ci sono 41 gradi e l’asfalto trema bagnato, in lontananza, come un’oasi, le folate di vento caldo seccano le labbra, disidratano la pelle.  Scirocco in arabo vuol dire vento di mezzogiorno. Il litro e mezzo d’acqua a testa è quasi finito. Rimettiamo il casco coi capelli che gocciolano sulle spalle, cerchiamo di raggiungere San Giovanni di Sinis per mangiare qualcosa. Siamo partite tardi da Santu Lussurgiu, tanto è tutta discesa. No, non è tutta discesa. È pianura infuocata che trema nonostante i capelli bagnati, nonostante le rassicurazioni che manca poco, non ci vuole niente, siete già arrivate, del signore che si...
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LIBERA, RISPETTATA E UGUALE

LIBERA, RISPETTATA E UGUALE

Dina ha 50 anni e una figlia di tredici, si è separata dal marito quando la bambina aveva otto mesi. È stato molto doloroso e complicato, una bambina piccola, un paese piccolo, ma Dina ha una sorella, Graziella, che le è stata molto vicina e tante amiche, è una persona che si è fatta sempre ben volere e alla fine poi è stato meglio così. Del resto il marito aveva deciso di lasciarla per la giovane assistente del suo studio. Fa il dentista, lui. Una donna più giovane non è una cosa facile da digerire ma sono cose che succedono, possono succedere, basta non farne un dramma. Se le cose fossero andate così, se Francesco, il marito di Dina Dore, si fosse limitato a lasciarla, a chiedere il divorzio, se fosse andato avanti con la sua vita permettendo anche a lei di andare avanti con la sua, forse oggi non ci sarebbe una piazza a Gavoi intitolata alle donne. Pratza de...
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S’INCONTRU

S’INCONTRU

È successo. Di nuovo. Avevo promesso solennemente a me stessa che non ci sarei ricascata, e invece. Ho chiesto alla signora del bar di Oliena indicazioni sulla strada. La strada per Orgosolo.  Ma c’è tanta salita? La signora dice che c’è una salita leggera, che lei la fa spesso a piedi e poi quando arrivate alla casa cantoniera scendete a Orgosolo. Siamo partite da Orosei mentre albeggiava, abbiamo salutato le tre gattine tricolore della casa vicina, la più audace è venuta in mezzo alle ruote delle bici mentre caricavamo il bagaglio a giocare col pedale facendo girare la pedivella. La riempiamo di baci prima di inforcare la lunga strada che ci porterà a Mamoiada. Si parte subito in salita ma la strada panoramica finalmente è una bella strada che si snoda in tornanti quasi deserti; possiamo pedalare appaiate e goderci il silenzio di questa mattinata che si preannuncia caldissima. Prendiamo una deviazione per una strada pastorale in mezzo a muretti a secco...
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FORSE NON SAPEVI CHE…

FORSE NON SAPEVI CHE…

Ho comprato la Settimana Enigmistica al porto di Genova e l’ho legata dietro alla bici, sopra al bikepacking assieme alle ciabatte. Perché non è vacanza, non è spiaggia, non è mare, non è ozio quello vero, se non c’è Aguzza la vista, Forse non sapevi che..., Il quesito con la Susi, a sdoganare l’inizio della vacanze; anche se forse Il quesito con la Susi non c’è più ma io non lo scoprirò mai perché la Settimana Enigmistica rimarrà legata al bikepacking senza che io abbia mai avuto il tempo per sfogliarla. E comunque Settimana Enigmistica legata dietro, ciabatte e zero allenamento, siamo partite da Olbia per la nostra prima giornata. Alle 8 già il sole è alto, la app di meteo.it ci dice che alle 10 ci sarà sole pieno rosso, non arancione ma rosso, tipo allerta calore intenso, e quindi pedaliamo più veloce che possiamo per arrivare a San Teodoro col sole arancio, prima che diventi rosso. Percorriamo la Costiera Orientale...
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TRAIL, CHE PASSIONE!

TRAIL, CHE PASSIONE!

Monica ne ha fatti quasi una trentina. Nicoletta e Antonello hanno cominciato da circa tre anni, ma da allora non se ne lasciano più sfuggire uno. Emanuele, Alessandro e Fabiana sono alla loro prima esperienza. Per me invece si tratta del secondo trail. Che poi io i trail fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno cosa fossero! Appunto, cos’è un trail? Prima di tutto c’è da dire che chiamarli trail forse non è correttisimo. Meglio parlare di eventi bikepacking. Sostanzialmente c’è un percorso che bisogna seguire (di solito di svariate centinaia di chilometri con un gran bel dislivello), grazie alla traccia GPS fornita dall’organizzazione. Il tracciato va seguito per intero e senza tagli. Una volta partiti poi, non c’è nessuna assistenza da parte degli organizzatori, e non si può avere assistenza al seguito. Si è da soli con la propria bicicletta e si porta con sé tutto quello di cui si ha bisogno. Per questo si chiamano anche eventi unsupported. Il percorso, prevalentemente...
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EROI, CONTADINE E PRINCIPESSE

EROI, CONTADINE E PRINCIPESSE

Milioni di anni fa qui c’era il mare, il mare del Pilocene, che se vai a vedere su wikipedia è la seconda delle due epoche geologiche che compongono il Neogene, che ebbe inizio 5,332 milioni di anni fa e terminò 2,588 milioni di anni fa. A pensarci bene, a questi milioni con la virgola, noi che la nostra vita dura al limite come gli ultimi due decimali, gira la testa; ma ora, qui nel presente, a girare vorticosamente è qualcos’altro. Siamo impantanate da mezz’ora con le nostre bici in un mare di argilla, le scarpe sono diventate due zolle da cinque chili l’una e scopriamo che mai parola fu più ingannevole e imprecisa di parafango. Scriveremo all’Accademia della crusca, ci diciamo mentre imprecando proviamo a togliere con le dita la creta che si è incastrata sotto al maledetto parafango, che tutto fa tranne che parare il fango; quindi cara Accademia della crusca proponiamo da oggi di chiamarlo parapioggia o incastrafango o...
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